non so se mi spiego…

Novembre 2, 2009 di ioinesteso

benedettoxvi@vatican.va

fiat minchia

Ottobre 29, 2009 di ioinesteso

foto Lukas Wassermann Ieri sono andato ad un’inaugurazione al Museo Marino Marini (vedi foto), ed è proprio in occasioni mondane come queste che saltano fuori discorsi tipo: “Ma preferisci le bionde, le more, ti piace di più l’accento francese o spagnolo, tacchi a spillo o zoppa…?” Nell’indecisione sovrastante – perché fa brutta figura rispondere “tutte” – rispondo: “A me piacciono le ragazze con la Panda, meglio ancora se  bianca”. In effetti quando mi capita di superare o veder passare un pandino, non resisto alla tentazione di guardare chi sta alla guida (e chi no) . Quando vado all’estero, dopo qualche giorno mi sento strano, svogliato, e mi accorgo della loro assenza. Ho sempre considerato la presenza in una nazione della Fiat Panda un indice di civiltà. Ma altre volte, d’inciviltà. Quando mi capita di passare per il Trentino, mi sento sempre un po’ spaesato nel non vedere le Panda, mentre noto molti macchinoni tedeschi. Forse per questo ho sempre preferito di gran lunga l’Appennino alle Alpi. Queste estate sulla pre-Sila, in Calabria, c’era una Panda ogni famiglia. Ed era ancora pre-Sila, pensate sulla Sila!

uno di troppo

Ottobre 19, 2009 di ioinesteso

Ogni tanto mi collego al sito del Guardian per fare un po’ il fico, e cosa ci trovo? Un banner nel quale Vittorio Sgarbi pubblicizza l’Università on-line e di Cepu. In realtà mi guarda  con una certezza sottintesa, come per dire: “Non mi scappi, merdone!”. Ho appena visto Inglorius Bastards di Tarantino, ce lo vedrei bene Sgarbi con una uniforme da ufficiale nazista. Così alla fine muore.

A Bulbaré.. m’baba coglie maruzze!

Maggio 14, 2009 di ioinesteso

Un telespettatore medio, Anzi dueGuardavamo sul divano il vecchio Sergei Gonchar inerpicarsi sulle Alpi con un rapporto durissimo, poi un commento di Auro Bulbarelli un po’ così. E Aldo che saltà sù e fa: “A Bulbaré.. e’mba ba cogghie i maruzz” (Bulbarelli, vai a raccattare le lumache). Aldo è  calabrese (quello nella foto che esprime perfettamente il concetto di punctum fotografico enunciato nella Camera chiara da R. Barthes), e non si trattava di Aldo Grasso. Aldo Grasso, critico del Corriere, in questo video critica il modo di seguire il giro dei programmi Rai. Grasso commenta “il grasso che cola” quando giungono i commenti di Bartoletti. Ma lo stesso Aldo Grasso inizia pateticamente la critica affermando le solite banalità come … ma quanto è bello il giro, … il giro del Centenario che accompagna la storia d’Italia, una rappresentazione della società, … è un racconto popolare… Se vogliamo (o meglio, se lui vuole)  medesimo patetismo di Bartoletti. Ma questo racconto popolare chi lo fa? Chi l’ha fatto? I giornalisti, gli intervistati, i commentatori … e i loro discorsi, discorsi futili a sentire Grasso. Forse è vero, ma il dipinto di Grasso è un trompe l’oeil: da una parte quanto è bello il giro e la società che questo racconta (!!!???) e dall’altra i noiosi commentatori Rai.  Grasso (pateticamente con la Gazzetta in mano, del gruppo Rcs, lo stesso del Corsera!) consiglia di ascoltare addirittura il solo sonoro dal sito Gazzetta.it:  bel divertimento, ma sopratutto, che bel “racconto popolare” ne sortirebbe. “Lo potete immaginare voi, ne potete essere voi i cronisti”, dice. Essì, un vero esperto dei media!  Bulbarelli e Cassani sono una coppia ben affiatata, e i continui racconti, tecnici o meno, che fanno sono essenziali per gente che comunque non caca il ciclismo televisivo per non più di tre settimane l’anno. Se molti seguono il ciclismo, in realtà nessuno lo conosce. I loro futili racconti permettono di contestualizzare, di creare un contorno “normale” ad una storia che altrimenti sarebbe solo racconto agonistico che dura le settimane del Giro. E invece sappiamo che quel corridore faceva l’imbianchino, che quell’altro ha moglie, che l’altro è a casa che si è fatto male, che l’altro alleva gli asini, che l’altro lo chiamano l’”airone di non so che”… ecc. Queste informazioni trasemttono la sensazione che esista unna comunità che dialoga: i giornalisti, gli atleti, gli ex, i familiari, i fan, gli spettatori, il pubblico televisivo, chi lavora all’organizzazione, ecc. Racconto normale, popolare, appunto. Così come lo sono gli spettatori (vedi la foto in alto). Una critica vera potrebbe muoverla invece alla mancanza di verve, fantasia, ironia del ‘dopo giro’, abbastanza imbalsamato ma comunque – mio parere – discreto. La popolarità e l’affezione per il Giro contempla lo sberleffo nei confronti di Bulbarelli, che rimane uno di noi. Grasso, ti sei cimentato in una prova mal riuscita di umorismo, non ci sei riuscito, non sei uno di noi.

 

nel frattempo…

Febbraio 16, 2009 di ioinesteso

intanto che i politici e clerici e teleutenti straparlano isterici di eluana e del valore della vita, il governo tenta di far passare una legge che toglie il responsabile sicurezza per le aziende con meno di 15 dipendenti, riportandoci in linea con il resto del terzo mondo. Tanto nel nostro paese – anche consiserato la raffineria/discarica d’Europa – le morti sul lavoro non sono PROPRIO PER NIENTE un emergenza. Proprio non muore mai nessuno! Per questo non se ne parla, e si parla solo dei rumeni che stuprano, non di quelli che cadono dai ponteggi o che lavorano in nero, o che pagano l’affitto in nero. Queste non sono emergenze, perché noi italiano ci sappiamo fare coi numeri, per questo milioni di coglioni giocano al lotto in edicola prima di comprare il loro giornaletto di centrodestra, proprio appena prima di sentirli dire in coro “Tanto dopo una settimana sono già liberi!”

Un tranquillo week end di paura

Febbraio 2, 2009 di ioinesteso


pesca-2008-x-mail

“Scommessa, se pescate  due trote a testa di almeno 20 cm, noi ve le cuciniamo in guepière!”

Cinque persone su una Micra. Canne da pesca appena acquistate dai cinesi, esche gialle e verdi ansimanti e un cane misto labrador senza un dente nel baule. E tanta tanta inesperienza… ci vuole professionismo.

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Le constatazioni amichevoli del Corriere.

Novembre 25, 2008 di ioinesteso

Il Corriere della seracronacavera è conosciuto per la sua (presunta) autorevolezza e il suo equilibrio. Il simbolo più rappresentativo può essere considerato la bilancia. Ma la funzione della bilancia è quella di indicare il rapporto di peso tra due parti, non quello di tentare di riportarle all’equilibrio, di pareggiarle.

Il Corriere è un giornale che da anni non fa un’inchiesta: quelle di Stella e Rizzo solitamente sono già uscite in altri giornali e libri; oppure sono cose poco più che da Gabibbo, e sfruttano la cassa di risonanza del Corriere; l’ultima fatta,  il Corriere non poteva tecnicamente non farla, visto che era sulle intercettazioni portate ad alcuni suoi giornalisti, tra i quali il bravissimo Muchetti che se ne è occupato. Ma a parte le inchieste, la cronaca non dovrebbe essere un argomento difficile da trattare. Fatto: il marito che ammazza la moglie per gelosia. Possibile titolo: “Marito ammazza la moglie per gelosia”. 

Oggi appare una notizia che riferisce di un gruppo di teppistelli di Cosenza, che dopo un diverbio con un gruppetto di scout e aver insultato una ragazza down, si sono diretti all’accampamento dando fuoco ad una tenda, distruggendone altre, rubando zaini, ed altre minaccie varie.

Ora, in questo caso, non si è parlato di “scontri tra diverse fazioni”, oppure genericaente di “tafferugli” o “disordini”. Si è parlato dell’aggressione di un gruppo di ragazzi nei confronti di altri. Appunto, non è difficile, roba da constatazione amichevole in caso di tamponamento.

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Edoardo Amaldi: lo scienziato, il manager e l’impegno civile

Ottobre 21, 2008 di ioinesteso
The hundredth anniversary of the birth of Edoardo Amaldi: Carlo Bernardini’s interview remembers the physicist of the via Panisperna Group and founder of CERN.
Al centro della celebre fotografia che riunisce i fisici del gruppo di Via Panisperna c’è Edoardo Amaldi. Col senno di poi, quella posizione ha rispettato la sua carriera, quella di promotore e coordinatore di importanti progetti ed istituzioni scientifiche in Italia e in Europa: Infn, Euratom, Cern, Esa.
Erano anni “buoni” anche se difficili – il periodo della ricostruzione del dopoguerra e della rinascita democratica. Da parte loro fisici, ingegneri e matematici mettevano a punto con entusiasmo le prime macchine acceleratrici e reattori. Nascevano istituti ed associazioni accademiche, anche di carattere pacifista e per il disarmo. Certo Amaldi non era solo – basti ricordare il collega e amico Felice Ippolito – ma in tutto questo rappresentava davvero una figura centrale.
Eppure il governo fascista aveva visto bene di richiamarlo alle armi in Egitto, mentre tutti i paesi impegnati nel conflitto mondiale impiegavano come merce rara gli scienziati, come fece lo stesso nobel Enrico Fermi “arruolato” nel Progetto Manhattan.

E proprio Fermi, qualche anno più tardi, offrì una cattedra a Chicago ad Amaldi. Il quale, dopo averci riflettuto, decise di portare avanti la sua carriera scientifica in Italia.
“Amaldi aveva molto a cuore l’impegno civile e la sua nazione. In questo non aveva eguali, nemmeno nei suoi migliori allievi” – commenta Carlo Bernardini, professore alla Sapienza e da anni direttore di Sapere. Allievo di Amaldi, Bernardini aveva iniziato a lavorare al Laboratorio di Frascati subito dopo la laurea in fisica: “Veramente inizialmente m’iscrissi a matematica; poi dopo, quando vidi i matematici, cambiai idea”.

L’intervista integrale è pubblicata sul sito Issnaf

in da cirbella di Ada

Giugno 19, 2008 di ioinesteso

Mamma, stanotte ci avevo una tigre nella testa che faceva:

“…aarrghh, aarrggh!”

Anzi, no! Era nel cervello.

Nestlè terzomondista

Giugno 14, 2008 di ioinesteso

Negli ultimi mesi la Nestlè ha inviato alle agenzie di stampa un documento intitolato Water Management Report nel quale l’azienda riassume gli sforzi e gli aggiornamenti tecnologici che ha adottato per diminuire gli sprechi di acqua nella fase produttiva. Così come per il consumo domestico, il rincaro dell’acqua forse comincia a diventare sensibile anche per questo colosso dell’agroalimentare.

Ma la sensibilità che più interessa agli uffici comunicazione di importanti firme industriali è la crescente attenzione del pubblico per le preccupazioni legate all’impatto ambientale dei nostri stili di vita. Per questo motivo esiste una rincorsa a soddisfare questa sorta di “coscienza” ambientalista da parte del marketing. Greenwashing Index è un sito che critica questa tendenza e permette al pubblico di votare la pubblicità giudicata più ipocrita in questo senso. Per tornare a noi, solo in Italia più volte l’Antitrust ha inflitto multe a importanti etichette di minerale per pubblicità ingannevole.

(continua di seguito oppure quì: www.anfibi.org/?p=76)

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