E’ uscito proprio nella giornata delle mimose Vogliamo anche le rose, il nouvo documentario di Alina Marazzi che ha già riscosso il favore di pubblico e critica all’ultima edizione del Festival di Locarno.
Mai il momento poteva essere migliore, almeno per il distributore Mikado: l’occasione della Festa delle donne; la ridiscussione della Legge 194 che scalda la campagna elettorale e le omelie; l’anniversario del ’68, periodo recentemente ritenuto “nefasto” dal cardinale Bertone.
Vogliamo anche le rose è un lungometraggio che ridiscute tutti questi temi grazie ad un accurata e preziosa ricerca di materiale d’archivio – fotografico, audiovisivo e grafico. In parallelo, la narrazione si snoda a partire dai diari privati di tre donne che restituiscono una realtà sociale più complessa e affascinante di quella in discussione in questi giorni. E proprio le questioni più generali si scontrano con le lotte che coinvolgono la quotidianità della donna: la contraccezione, l’aborto illegale, il ruolo nella società della donna e i pregiudizi culturali che si traducono in discriminazioni anche nel corpo legislativo. Ma è anche una riflessione sull’amore, nel contesto della vita di coppia e del mondo del lavoro.
Emerge un nuovo modello di vivere e condurre la vita pubblica: di individui che vogliono decidere da soli sulla propria sfera personale e che chiedono con forza di partecipare alle decisioni pubbliche.
Alina Marazzi si era già segnalata per altri due lavori. Un ora sola ti vorrei, intenso omaggio alla figura della madre suicida – erede della famiglia di editori Hoepli – impreziosito da fotografie e filmati di famiglia; e attraverso le lettere struggenti della madre che entrava e usciva da centri psichiatrici. Laddove anche il disturbo psichico diventa duro da accettare e discriminante anche in una famiglia altolocata. Questo lavoro, vincitore nella sezione documentari del Festival di Torino, è stato trasmesso in più momenti da Cult Network, poi da Rai Tre e infine pubblicato in dvd da Feltrinelli. Per sempre, penultimo lavoro della Marazzi sulla vita comunitaria di un gruppo di suore di clausura è riuscito ad approdare nelle sale cinematografiche.
Ma per quest’ultimo lavoro la distribuzione nelle sale dovrebbe essere più robusta, almeno nelle principali città italiane. Fate presto, per non far passare sotto silenzio gli anniversari.
Il sito del film:
www.vogliamoanchelerose.it
Post pubblicato quì: www.anfibi.org/?p=55
Marzo 27, 2008 alle 7:41 pm
Bravo!!!
E bravi tutti i maschietti che ci capiscono…
un bacio
Katinka