E’ tempo di sorpassi in questi primi mesi di 2008. Il paventato sorpasso annunciato da Zapatero del Pil spagnolo su quello italiano? Forse gli abitanti delle zone metropolitane hanno superato quelli delle campagne? Il prezzo della benzina su quello del gasolio? Non si tratta di nessuno di questi sorpassi, mentre è noto che la proprietà immobiliare ecclesiastica non ha concorrenti nel nostro paese di onesti palazzinari.
Piuttosto intendiamo le cazzate (boutade) della Chiesa che hanno superato quelle sostenute da un fiacco Berlusconi. In campagna elettorale permanente, ormai non si contano più, e in pochi hanno voglia di contarle e commentarle con un minimo di senso critico.
Oggi monsignor Bettori, nientemeno che il segretario generale della Cei, ha rilasciato una intervista da tuttologo (confermando l’interdisciplinarità e l’apertura intellettuale tipica dei vescovi), toccando temi che vanno dall’aborto alla legge elettorale. Commentando le prossime elezioni dalla prospettiva di uno stato estero (il Vaticano), ha affermato che il sistema elettorale italiano tende all’oligarchia, e che deve «tornare a dare al cittadino la possibilità di scegliere i suoi rappresentanti».
Chi meglio potrebbe fornire utili consigli di democrazia (e di oligarchia!) che un alto esponente della gerarchia vaticana, celebre per escludere i laici cattolici dalle cariche politiche. Chiedete anche alle suore (circa il 70% del clero) della rappresentanza femminile nella politica vaticana? Chiedete non solo ai cittadini del Vaticano, ma anche ad un semplice fedele di quale tipo sia «la possibilità di scegliere i suoi rappresentanti». Infine, chiedete a chi tocca scegliere i professori di religione nella scuola pubblica italiana.
Bettori ha continuato sostenendo che il cittadino (italiano) è tenuto a orientare il voto in base ai propri “valori” cattolici. Non sarebbe male fornire ai fedeli elettori italiani un satellitare da sintonizzare sui valori che vengono dall’Alto. Mentre i voti vengono dal basso, tra la forza persuasiva dei telecomandi di Berlusconi e i telecomandati dai valori papali.
I valori che vengono dietro: http://it.youtube.com/watch?v=8GjxWaKuDMU
Marzo 18, 2008 alle 3:49 pm
PS – Tipica argomentazione dei prelati.
1) Non è ingerenza, abbiamo il diritto di rivolgierci ai nostri credenti.
2) I nostri valori sono veri per tutti perché sono universali.
Giugno 26, 2008 alle 11:08 am
Adesso c’è in giro un progetto promosso dalla regione Lombardia che si chiama “Arte e Fede”. Prima c’era in Puglia. “Arte e Fede”