Il Corriere della sera
è conosciuto per la sua (presunta) autorevolezza e il suo equilibrio. Il simbolo più rappresentativo può essere considerato la bilancia. Ma la funzione della bilancia è quella di indicare il rapporto di peso tra due parti, non quello di tentare di riportarle all’equilibrio, di pareggiarle.
Il Corriere è un giornale che da anni non fa un’inchiesta: quelle di Stella e Rizzo solitamente sono già uscite in altri giornali e libri; oppure sono cose poco più che da Gabibbo, e sfruttano la cassa di risonanza del Corriere; l’ultima fatta, il Corriere non poteva tecnicamente non farla, visto che era sulle intercettazioni portate ad alcuni suoi giornalisti, tra i quali il bravissimo Muchetti che se ne è occupato. Ma a parte le inchieste, la cronaca non dovrebbe essere un argomento difficile da trattare. Fatto: il marito che ammazza la moglie per gelosia. Possibile titolo: “Marito ammazza la moglie per gelosia”.
Oggi appare una notizia che riferisce di un gruppo di teppistelli di Cosenza, che dopo un diverbio con un gruppetto di scout e aver insultato una ragazza down, si sono diretti all’accampamento dando fuoco ad una tenda, distruggendone altre, rubando zaini, ed altre minaccie varie.
Ora, in questo caso, non si è parlato di “scontri tra diverse fazioni”, oppure genericaente di “tafferugli” o “disordini”. Si è parlato dell’aggressione di un gruppo di ragazzi nei confronti di altri. Appunto, non è difficile, roba da constatazione amichevole in caso di tamponamento.
Nell’ultima manifestazione di Roma, un gruppo di fascistelli (tralasciamo i canti “Duce, Duce!) si sono presentati ad una grande manifestazione di segno tendenzialmente opposto, cercando, tra l’altro, di prenderne la testa. Chiara, chiarissima la provocazione, tanto che si erano preparati spranghe ed aste nel furgone che li accompagnava. Hanno provato a giustificare la loro presenza con frasette ritrite ed inconsistenti mentre nel tragitto che li aveva portati lì avevano insultato ed aggredito. A quel punto, cosa doveva succedere?
Botte, chiaro. Quello che volevano loro e quelli che hanno suggerito loro di muoversi in quel modo, o che li hanno lasciati fare. Le forze dell’ordine in piazza, inizialmente si sono mostrati tranquilli, come se un gruppo di tifosi del Napoli visibilmente minacciosi andasse a “festeggiare” lo scudetto del Milan in una piazza del Duomo gremita di tifosi rossoneri. I giornalisti del Corriere, probabilmente hanno usato la stessa aplomb in redazione, come se mi mettessi a pisciare nel finestrino della macchina del direttore Paolo Mieli fermo al semaforo. Mi aspetterei dunque che ne scrivesse con equilibrio: “Putroppo gli scappava, poi è venuto il rosso, ecco il motivo dello sgarro!”
La metafora calcistica non è casuale. Lo stesso Corriere, citando fonti delle Procure, ogni volta che accade un episodio funesto nel calcio (ferimento o omicidio) mostrano lo stesso grafico da anni. Se non si fa caso alla legenda, sembrerebbe un grafico che rispecchia la composizione del parlamento italiano o di quello europeo: una destra, un centro destra, un centro sinistra e una sinistra (radicale!), con un maggioranza tendente a destra. E invece no. Quello di cui parliamo rappresenta la colorazione politica degli stadi di calcio (potrebbero farli lì dunque i sondaggi politici). Più precisamente delle curve, dei gruppi di tifosi organizzati. Ecco in questo modo spiattellato lì un grafico, una descrizione, una spiegazione. Che non spiega nulla. Eguaglia, pareggia.
Tutti sanno che non è così, né qualitativamente né quantitativamente. Quantitativmente: in un paese che è a maggioranza di centro destra (dal ventennio in poi), come può essere corretto questo grafico che riguarda un luogo, lo stadio, dove generalmente si coltivano lati razzisti e xenofobi, cultura della violenza, odio per l’avversario (e non solo nelle curve)? In uno sport legato da anni al malaffare, al doping, e in ultimo alle ridicole simulazioni dei giocatori (nell’ultimo mondiale, vinto, eravamo presi per il culo dalle altri nazionali). Per non parlare delle esperienze, fedine penali, e amicizie politiche dei presidenti delle squadre.
Qualitativamente. Un luogo in cui negli ultimi anni hanno preso piede e sono diventati il laboratorio politico di formazioni politiche di destra come Forza Nuova ed non solo, nate dalle stesse parole d’ordine di parte del mondo ultras. Formazioni nate e nutrite negli stadi e finite in parlamento. Retorica politica che cresce e si divulga negli stadi, come quella di Lega e Alleanza Nazionale. Per non parlare del partito calcistico per eccellenza: Forza Italia. Uno, due, tre passi in più dalla tradizionale tecnica Agnelli: “Operaio, se prometti di non rompere i coglioni e te ne stai buono, ti compro un centroavanti”.
Il Corriere non fa una piega, ma poi si stupisce come tutti gli altri quando un gruppo di tifosi italiani in trasferta aggredisce armato i tifosi della nazionale bulgara seduti al bar; poi si scontrano nello stadio con agenti, bruciando la bandiera bulgara. Telecamere dappertutto ma solo due trattenuti, subito rilasciati come “persone informate dei fatti”. E sono anni che sugli spalti la parola Italia è scritta a caratteri runici o che si richiamano ad essi. Ma come le guardate le partite, cari giornalisti, in braille?!
Dire, per contro, che forze come le Brigate Rosse o i centri sociali (emergenze pubbliche secondo i governi e media) si annidano nel calcio farebbe solo un gran ridere.
Eppure, eppure.
A riprova di queste collusioni politico-calcistiche e dell’ottusità del Corriere ci sono molti fatti, dentro e fuori dallo stadio. Uno emblematico è avvenuto una anno fa, ma la lista è lunga. Si sono presentati una trentina di ragazzi, alcuni col volto coperto, armati di mazze, catene, tirapugni, coltelli davanti un bar. Un semplice bar dei navigli di Milano, in genere frequentato da “persone di sinistra”. I clienti sono stati aggrediti, e anche il bar non ne è uscito bene. Lasciamo perdere la sicurezza con cui si muovono certi individui, ma le indagini hanno portato ad individuarne alcuni: alcuni legati alla curva interista e insieme a Forza nuova. Il Corriere ha ridimensionato, parlando vigliaccamente di tafferugli tra opposte fazioni. Negli ultimi anni, questo tipo di aggressioni si sono moltiplicate, molte persone sono state ferite da armi da taglio, alcune sono addirittura state uccise: gente di sinistra, omosessuali, extracomunitari. Verona, Milano, Bergamo, Pavia, Roma, Bari, ecc. Molti sono gli incolumi, moltissimi sono stati umiliati, da individui di questo tipo, dalla politica, dai media, persino dall’opinione pubblica. Ripeto, la lista è lunga, il giocochetto è sempre quello di trattare l’argomento come fossero casi isolati, non mettendoli in una lista di casistiche simili, oppure buttando tutto nello stesso calderone (chi lotta a proprie spese per gli sfrattati e gli spazi sociali e quelli che vogliono riscrivere i libri di testo “comunisti”). Per contro, si parla di episodi isolati (es: ricordate quanto si è parlato di un “esproprio proletario” a viso scoperto di qualche libro ai danni della Feltrinelli di Roma) come se tutta la popolazione fosse lì pronta ad una possibile emulazione.
Questa fenomeno non è ancora diventato emergenza nell’opinione pubblica. Paradossalmente, forse questo è esemplificativo di quanto sia diffuso ed accettato.